sabato 11 dicembre 2010

L'intransigenza dei giusti

Vi guardo
io so
non pretendo, so
vi so.
Ego si fa minuscolo, entro nei vostri interstizi e assaggio
so, so sempre chi siete veramente
il privilegio del dubbio muore
la verità mi tocca con mano, non posso ignorarla e
non posso condividerla.
Come si dice un tocco?
C'è troppa luce in un'intuizione
sa di Dio
ed io non sono Dio.
Posso dire quello che so e aspettare che Lui mi restituisca la comunione
con gli altri
che tale non è mai.
Fendo aria e legami con le mie lame
silenti
non posso sottrarmi
supino distendermi e spegnere il sole.
Duro il petto
caldo il cuore
cedere alla tentazione di aprire.
Sono Dio
il giusto
il giustiziere.

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