Sedute al tavolino di un bar nel centro dell'unica città capace di farsi amare come fosse un dio onnipotente, guardavo retrospettivamente la mia vita e quella della mia amica dagli occhi tristi. Mi assediava di domande e, prima che io avessi il tempo di formulare delle frasi di senso più o meno compiuto, si dava le risposte che subito prontamente cancellava con il tarlo dell'incertezza o con una nuova incalzante domanda. Il succo del discorso, denso quanto quello alla pera che stavo sorseggiando accanto a stranieri che bevevano birra e ci guardavano parlare -non ho la certezza fossero stranieri, ma ho buoni motivi per crederlo- era riuscire a capire perchè nell'arco di così poco tempo sebravamo cambiate così tanto.
I: "Diventare grandi significa avere paura? Quando ero più giovane non mi fregava niente, avevo le mie idee luminose e in esse ci sguazzavo onnipotente. Degli altri avevo compassione se non potevano capire, o ne cercavo l'approvazione se ritenevo degni. Poi cosa è successo?"
T: "Non lo so. Quando ero più giovane guardavo al futuro come ad un oceano di possibilità inesplorate, e quella fame mi spingeva/spinge, non lo so, a cambiare strada, a non accontentarmi, a non prendere mai decisioni definitive, non imboccare mai una strada che sia una da studiare, approfondire, sapere, sentire mia. E questo alla lunga mi ha destabilizzata. Adesso che comincio a sentire l'esigenza di costruire qualcosa, l'icertezza mi assedia, e ho perso insieme all'entusiasmo tutta quella insensata fiducia e sicurezza in me e nel mondo."
I: "Dunque diventare grandi significa prendere delle decisioni ed assumersene la responsabilità. Significa saper reggere la noia e dover scendere a compromessi con se stessi?"
T: "Sì, qualche volta sì. Senza necessariamente tradirsi però. Significa capire con chi hai a che fare e agire di conseguenza, non per trarne il maggior profitto, ma solo semplicemente per capirsi, che è già di per sè complicatissimo."
I: "Non so se ce la faccio. Stare nella realtà non è mai stato il mio forte."
T: "Io ho già scelto. Io ho bisogno degli altri."
I: "Quanto mi manco..."
T: "Ahahah, già..."
Le mie domande assillanti si ridurranno ad una parola sola: "Ti voglio bene"!
RispondiEliminaQuesta è davvero l'unica cosa importante che c'è al mondo :*
Diventare grandi...
RispondiEliminaCambiare senza cambiare mai