giovedì 15 settembre 2011

A posteriori

Mi fa strano pensare il mio corpo che ancora si muove e si dimena, e cammina e parla e viene e va, quando l'attività cerebrale è pari ad un uomo che dorme in fase rem. Sai, quel sonno di cui non si hanno ricordi. I ricordi te li ricompongono il giorno successivo, pezzo per pezzo: mi raccontano di me, come fossi un'altra. E come faccio a dare spiegazioni io, se qualcuno si è impadronito del mio corpo a mia insaputa?! Dovrei cercare, da sobria, le ragioni profondissime che hanno spinto il mio corpo ad agire in quel modo, ma non le trovo. Forse perché mi sono sconosciute, forse perché mi spaventano, forse perché non esistono. Esiste una logica tutta fisica e animale che sopravvive a testa spenta? Esiste un vulcano di repressione che appena perdi il controllo erutta? E come si fa a gestire i postumi? Come darsi un senso? Come?
Con i miei sensi di colpa posso costruire cattedrali.
Ma quanto mi affascina quell'abisso, quanto vorrei sondarlo, capirlo.

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